Visualizzazione post con etichetta Referendum. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Referendum. Mostra tutti i post

lunedì 13 giugno 2011

Referendum: vittoria del popolo!

Nonostante gli innumerevoli tentativi di farlo saltare, nonostante la scarsità di informazioni sui canali mediatici canonici, nonostante le date errate comunicate dai TG, nonostante le dichiarazioni di inutilità, incoerenza, pretestuosità e chi più ne ha più ne metta.... il quorum è stato raggiunto!

Le buone avvisaglie già si sono sentite domenica mattina, con la percentuale di votanti già sopra all'11%, e da quel momento in avanti è stata una trionfante cavalcata verso quel quorum che non si raggiungeva dal 1995.
referendum-2011Oltre il 57% è il dato conclusivo, con l'importante "ciliegina" rappresentata dal raggiungimento del quorum in tutte le regioni italiane. Il messaggio è forte e parte da tutta Italia: ci siamo rotti di veder soffocata la nostra voce, è ora di gridare forte le nostre opinioni, soprattutto quando queste sono scomode per chi ci governa.

I pidiellini stanno già iniziando a sminuire il risultato... è ovvio, visto che i risultati sono un ulteriore schiaffo alla politica di questo governo (politiche energetiche e giustizia sono argomenti forti ed è forte il messaggio degli italiani: "quello che state facendo non ci sta bene!"). Lungi da noi l'idea di strumentalizzare il nobile istituto referendario, ma è inevitabile che la pronuncia del popolo sovrano abbia una valenza politica ed ancora più forte è il messaggio congiunto elezioni amministrative + referendum.
Ovviamente il governo non si farà da parte, nell'Italia del berlusconismo la dignità delle dimissioni non esiste... e prepariamoci ad altri colpi di teatro da parte di questa maggioranza minoritaria senza farci incantare da altre promesse da marinaio che non faranno altro che spingerci nel baratro (chi crede nella riduzione delle tasse e nella riforma fiscale favorevole al cittadino o è un utopista o è uno che punta alla sciagura del Paese).

La vittoria oggi sta tutta in un popolo che vuole riprendersi in mano il suo destino, stufo delle urla, delle promesse che durano il tempo di un respiro, degli editoriali di Libero che sprigionano sciocca sfiducia nelle capacità intellettive di noi Italiani.

A 150 anni dall'Unità d'Italia riuniamoci in nome del popolo e cacciamo chi ha trasformato in aceto il nostro buon vino.

Pagina dei risultati dei 4 referendum

Habemus quorum!!!

Risultati Definitivi dei 4 referendum del 12-13 giugno 2011

REFERENDUM

Progress risultati

percentuale votanti

SI (definitivi)

Referendum 1 – Servizi pubblici locali acqua 8.092 comuni su 8.092

54,81%

95,35%

Referendum 2 – Tariffa acqua 8.092 comuni su 8.092

54,82%

95,80%

Referendum 3 – Nucleare 8.092 comuni su 8.092

54,79%

94,05%

Referendum 4 – Legittimo impedimento 8.092 comuni su 8.092

54,78%

94,62%

domenica 12 giugno 2011

L’affluenza in tempo reale

Prosegue lo screening de “La parola ai cittadini” sull’affluenza alle urne per i 4 referendum.
Gli aggiornamenti sono in tempo reale (aggiorna il tuo browser premendo F5)

I risultati definitivi sono consultabili seguendo questo link

Dati ufficiali affluenza ore 22.00

REFERENDUM
AFFLUENZA – ore 22
Referendum 1 – Servizi pubblici locali acqua
41,14%
Referendum 2 – Tariffa acqua
41,14%
Referendum 3 – Nucleare
41,11%
Referendum 4 – Legittimo impedimento
41,10%

Referendum: buona affluenza e quorum più vicino!

E’ arrivato il grande giorno: le urne sono aperte dalle ore 8 di stamane e lo saranno fino alle 22, per poi riaprire domani alle 7 fino alle ore 15.

La battaglia, come è noto, si svolge sul quorum; la sensazione che si ha da molte parti è che finalmente, dopo molti anni, la possibilità di raggiungerlo sia concreta. La cosa principale da tenere in considerazione è che, prima che una implicazione politica, i referendum hanno ed avranno una influenza decisiva sulla vita dei cittadini.

Dati sull’affluenza:
Ore 13.29 - Dati definitivi comprendenti il 100% dei comuni: affluenza sopra l’11,63%

REFERENDUM AFFLUENZA – ore 12
Referendum 1 – Servizi pubblici locali acqua

11,64%

Referendum 2 – Tariffa acqua

11,64%

Referendum 3 – Nucleare

11,63%

Referendum 4 – Legittimo impedimento

11,63%

venerdì 10 giugno 2011

E’ finito il tempo delle parole. Ora è arrivato il tempo di agire!

4-si

Referendum: le quote dei bookmakers

A poche ore dall’apertura dei seggi per i referendum, i bookmakers inglesi aprono le giocate sulla vittoria del si o del no.

Secondo i bookmakers, in vantaggio è il “sì”, con una quota fissata a 1.50, mentre la vittoria del “no” è l’esito meno probabile, a 5.50.
Maggiore incertezza viene prospettata sul raggiungimento del quorum: il rischio che non si raggiungerà il 50% più uno degli aventi diritto al voto è quotato a 2.10.

giovedì 9 giugno 2011

200 religiosi in piazza per i referendum

Anche i religiosi si mobilitano in vista dei referendum di domenica e lunedì prossimi.
Circa 200 religiosi, in rappresentanza di quasi tutte le regioni italiane, hanno dato vita a Roma, in piazza San Pietro, ad una manifestazione del digiuno e della preghiera per dire “Si” ai referendum.

E’ la prima volta che si realizza una manifestazione di questo genere ed è anche grazie alla presa di coscienza del problema da parte della Chiesa Italiana. Da questo appuntamento emerge chiaramente il forte messaggio che si vuole dare: “Non andare a votare è la scelta sbagliata”.

I religiosi si sono mobilitati per i referendum sull’acqua e sul nucleare, ma, a titolo personale, molti si sono espressi chiaramente anche per l’abolizione della norma sul legittimo impedimento.

Ci auguriamo che questo messaggio forte sia sentito da tutti coloro i quali hanno ancora dubbi sull’andare o meno a votare. La partecipazione attiva del cittadino è importante perchè il potere che hanno gli uomini politici viene da noi, e a noi spetta utilizzare con rispetto e puntualità gli strumenti che la democrazia ci offre per esprimere le nostre opinioni.

martedì 7 giugno 2011

Anche la Corte Costituzionale ha detto si!

Finalmente possiamo affermare con certezza che anche il referendum sul nucleare si terrà regolarmente.
La Corte Costituzionale ha, infatti, appena ammesso il referendum così come è stato riformulato dalla Corte di Cassazione nella sua pronuncia della scorsa settimana.

I tentativi di boicottaggio da parte del governo si sono ancora una volta infranti di fronte alla legge (e ci auguriamo che non vi siano attacchi alla Consulta da parte di qualche esponente della maggioranza) e, finalmente, a 5 giorni dal voto, i cittadini hanno finalmente la certezza di poter esprimere la propria opinione.

Il comitato promotore ha rilasciato una nota nella quale scrive che "Dalla Consulta arriva l'ennesimo e definitivo stop alle pretese di un governo che con una mano lascia libertà di voto e con l'altra cerca con ogni mezzo di sabotare il referendum. Ora la parola passa ai cittadini".

La Corte Costituzionale ha deciso all’unanimità secondo quanto riportato da fonti vicine al supremo organo, ora non resta che attendere le motivazioni di tale decisione (redatte dal dal giudice Giuseppe Tesauro) che dovrebbero essere depositate in giornata.

giovedì 2 giugno 2011

Le menzogne del premier sul nucleare

Dopo i tentativi legali e quelli divulgativi è arrivato il momento di un altro tipo di boicottaggio per i referendum: il boicottaggio della disinformazione economica.

In un incontro con il presidente argentino Cristina Kirchner, Silvio Berlusconi ha dichiarato che “I costi dell'energia, in Italia, sono del 40% superiori a quelli della Francia, dove esistono impianti di energia nucleare”, sottintendendo in maniera per nulla velata che se gli italiani vogliono delle bollette energetiche meno care devono dire si al nucleare.

Facendo dei rapidi ma verosimili calcoli, basandoci sulle esperienze estere, costruire una centrale nucleare EPR (European Pressurized Reactor o Evolutionary Power Reactor), la tipologia ipotizzata per l’Italia, costerebbe non meno di 10-15 miliardi di euro per la pura e semplice costruzione.
Una centrale nucleare, ovviamente, ha bisogno del suo “combustibile”: l’uranio. In Italia non esistono miniere di uranio, quindi saremmo costretti ad acquistarlo dall’estero essendo, di conseguenza, soggetti alle leggi del mercato. Al giorno d’oggi l’uranio costa 400 dollari al chilo, pari a 290 euro al cambio attuale (ed essendo una risorsa scarsa, il prezzo tenderà ad aumentare). Essendo necessario l’uranio arricchito, ogni anno bisognerà comprare circa 200 tonnellate di uranio “normale” per ogni singola centrale, con una spesa di circa 56 milioni di euro.
Le centrali nucleari hanno una vita media di 25-30 anni, dopodiché devono essere smantellate: questo processo costa indicativamente tra i 40 ed i 70 milioni di euro. A questo dobbiamo aggiungere le spese dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, rifiuti che ammonteranno praticamente alla stessa quantità di uranio immesso nel processo: trovare un luogo idoneo allo smaltimento è praticamente impossibile, in quanto deve essere una zona non sismica, lontano da qualsiasi presenza d’acqua e con un terreno molto compatto. In questo luogo dovrebbero trovare sistemazione ogni anno circa 200 tonnellate di uranio esausto (ma ovviamente, ancora radioattivo, è bene non dimenticarlo) stoccati in barili di 500-1000 Kg.
Il trasporto dovrebbe avvenire con le massime cautele, con mezzi protetti e lontano da umidità. Il costo di una tale operazione è incalcolabile se svolto in sicurezza.
Un progetto francese di realizzazione di un “caveau” di smaltimento scorie posto sotto 500 metri di roccia preventiva una spesa di 60 miliardi di euro per la sola costruzione.

Facendo a questo punto un rapido calcolo possiamo affermare che una centrale costa in 30 anni:

  • 10-15 miliardi di euro per la costruzione
  • 1680 miliardi di euro per l’acquisto dell’uranio
  • 40-70 miliardi di euro per lo smantellamento
  • 60 miliardi per la sola realizzazione di un caveau di accoglimento scorie

Per un totale di 1790-1825 miliardi di euro (senza contare le incalcolabili spese effettive di smaltimento scorie) che verrebbero in grandissima parte esborsati dai contribuenti italiani.

I dati raccolti sono riferiti ad una ipotetica centrale che produrrebbe ogni anno 800Mw; un generatore eolico che produce 1Mw costa circa 1 milione di euro. Facendo un calcolo semplicistico, per ottenere 800Mw di energia eolica è necessario un investimento di 800 milioni di euro, per ottenere la stessa energia con il nucleare servono almeno 60 miliardi di euro.

Ancora una volta, alla resa dei conti, il governo sta tentando di boicottare il referendum facendo passare il falso messaggio che col nucleare ci saranno bollette meno care. A questa ennesima falsità rispondiamo che l’unico modo per vedere diminuire i costi in bolletta è l’utilizzo delle risorse naturali del nostro bel paese.
Per l’Italia il futuro è rappresentato da sole, aria e acqua, non dall’uranio… e se la Germania ha da poco annunciato il suo piano di smantellamento totale del nucleare non vedo perché non dovremmo seguire il loro esempio, nella speranza che, un giorno, tutto il mondo si allinei al rifiuto del nucleare.

mercoledì 1 giugno 2011

Il canto delle sirene e il canto del cigno

Finalmente si è chiusa la battaglia delle elezioni amministrative.
Tutti i partiti stanno facendo le loro riflessioni e le loro considerazioni. Il messaggio dato dagli elettori è chiaro e forte: la politica dei proclami (dal milione di posti di lavoro alla cancellazione delle multe) sta probabilmente vedendo la fine, così come la politica dell’immagine e la politica della paura (paura del comunismo, paura del “meridionale”, paura dell’immigrato, paura dell’omosessuale); finalmente pare che il popolo italiano inizi a capire che l’unica cosa che fa veramente paura è la situazione in cui si trova l’Italia dopo 17 anni di governo quasi continuato da parte di gente che ha ritenuto sufficiente imparare la politica mediante stage di marketing.
Ci auguriamo che questo processo sia appena iniziato… certo, ci sarà da aspettarsi il violento colpo di coda tipico dell’animale ferito, la ricerca del colpo sensazionale che possa (come è successo più volte) centrare lo stomaco dell’elettorato, e le prime dichiarazioni del premier su una riforma del fisco a prescindere dalle reali possibilità economiche della Nazione vanno in questa direzione.
Per questo motivo, ora più che mai, è necessario tenere occhi ed orecchie ben aperti… le sirene ammagliatrici stanno già preparando il loro canto ipnotico per condurre la nave italiana verso lidi a loro graditi.

Diamo il tempo ai nuovi amministratori locali di iniziare il proprio lavoro, dopodichè giudicheremo; l’operato di chi ci ha governato negli ultimi cinque lustri è sufficientemente chiaro da non dare adito a molti dubbi, a meno che non si voglia dolosamente negare l’evidenza.

I “nuovi” movimenti a “5 stelle” stanno dimostrando una grande capacità di urlare, ma una scarsa propensione a proporre, come è tipico di coloro che tentano di raccogliere i consensi sulla base di annunci ad effetto (sulla falsariga dei proclami berlusconiani) e di battute pseudo-comiche quali il recentissimo “Pisapippa” (degne della più bassa trivialità leghista e delle stucchevoli fibrillazioni di Fede quando storpia di proposito i nomi degli avversari politici del suo padroncino).

Ora cerchiamo di non dimenticarci un altro fondamentale appuntamento per il popolo italiano: il Referendum.
Le elezioni hanno, giustamente, concentrato su di esse l’opinione pubblica, ma ora è tempo di ritornare in azione affinché siano vittoriose l’informazione e la democrazia.

giovedì 26 maggio 2011

Un piacere ben speciale…

Ieri sera al Teatro Le Serre di Grugliasco grande concerto dei Marlene Kuntz, band cuneese formatasi nella seconda metà degli anni Ottanta.

Il concerto, gratuito ed organizzato per sostenere il “Si” ai referendum e per sensibilizzare i cittadini alla partecipazione, ha visto due ore di musica e sperimentazione che Cristiano Godano ed i suoi hanno regalato ad un pubblico davvero entusiasta e partecipe.

Lo spettacolo ha percorso molti momenti della carriera dei Marlene Kuntz, dalla malinconica e cupe “Lieve” ad “Ape regina” passando per le lugubri atmosfere di “Fantasmi” fino ai più recenti successi del nuovo album “Ricoveri virtuali e sexy solitudini” dove spiccano, in base alla modesta opinione di chi scrive, la ballata “Paolo anima salva”, l’atmosfera grunge di “Ricovero virtuale” e la grinta di “Io e me” che si conclude con un lungo e ipnotico finale noise.

Show meraviglioso, sensazioni che passano dalla dolcezza alla rabbia, dalla voglia di ribellione e di opposizione al sistema alla ricerca di valori comuni, testi originali nell’uso delle parole e nei concetti espressi, interpretati alla perfezione da una voce graffiante e sensuale.

Probabilmente non potevamo meritare di più…

mercoledì 25 maggio 2011

L’insostenibile incertezza sul referendum

Gli obiettivi sono chiari, ma la lenta agonia dell’attuale esecutivo sembra aver ormai intrapreso una strada irreversibile. Ovviamente il premier continua ad affermare il contrario, a suo esclusivo uso e consumo: il voto di fiducia incassato è visto da Berlusconi come "la conferma che c'è una maggioranza con la quale si può lavorare e attuare quel piano importante di riforme". Sul fatto che la maggioranza ci sia, il voto di fiducia è risultato chiaro in merito, ma poi ci si chiede dove sia la maggioranza negli altri casi (vedasi le 5 volte in cui il governo è stato battuto sulla tematica delle carceri la scorsa settimana). E’ palese come la tenacia con cui certi “rappresentanti” del popolo italiano siano incollati al proprio posto sia dovuta più alla convenienza personale che al bene del paese.

Per qualcuno è infatti “normale” che ci siano dei soggetti cosiddetti “responsabili” che con un cambio repentino di rotta e di idee politiche vadano a sostenere una maggioranza ormai decadente per un semplice e, a volte, malcelato esclusivo tornaconto personale… Quelle stesse persone che lodano questo manipolo di “ardimentosi” che tengono il governo ed il paese per il collo qualche hanno fa hanno gridato allo scandalo istituzionale quando un gruppo di parlamentari centristi, eletti con il centrodestra, sostituirono Rifondazione comunista che, ritirando il proprio appoggio esterno al governo Prodi, ne determinò la caduta, favorendo la nascita del governo D'Alema. Ma si sa, in Italia il criterio dei 2 pesi e 2 misure è molto praticato ed è criticato solo quando va a proprio scapito.

Non possiamo immaginare quanti avrebbero negato la fiducia ieri, se non fossero abbondantemente influenzati dai tornaconti personali (dai sottosegretariati a scendere….), ma sicuramente possiamo dire che ormai le decisioni del Parlamento Italiano sono frutto non della coscienza degli eletti, ma da “bonifici” politici e non solo.

Queste “osservazioni” non cambiano, però, la sostanza del problema: cosa ne sarà del referendum? In merito ci viene in aiuto l’intervento del responsabile della campagna referendaria di Greenpeace Salvatore Barbera, il quale, in un intervento a “ilsalvagente.it” dichiara che ora “Si prosegue su due livelli: attendiamo il verdetto della Cassazione e poi c’è la questione della Corte Costituzionale, alla quale l’Idv ha già dichiarato di voler ricorrere. Il fatto assurdo è che a meno di 15 giorni dal voto ancora non si capisce se il referendum si farà o meno, mentre all’estero, come ci hanno segnalato oggi alcuni dei nostri cittadini-sostenitori dalla Spagna, sono state già consegnate, e probabilmente votate, le schede per il quesito sul nucleare. Schede che, se il referendum venisse annullato, andranno distrutte”.
Per quanto riguarda gli scenari possibili che si possono aprire Barbera aggiunge: “Si respira un clima di grande incertezza, la situazione è poco chiara e la partita aperta. Dalla Corte Costituzionale potrebbero uscire fuori diversi scenari: il referendum è invalidato ma vengono accolti gli stessi princìpi chiesti dai referendari, quindi il governo è impedito a legiferare sul nucleare per 5 anni, come successe già successo nel 1978 per alcuni referendum promossi dai radicali; viene disdetto il blocco del decreto e quindi si va al voto comunque; nella peggiore delle ipotesi la Corte rende valido il decreto e il referendum salta. Nei primi due casi canteremo vittoria, nel terzo sarebbe un disastro.”.

In ogni caso l’aspetto su cui si può fare maggiore affidamento è la pronuncia della Suprema Corte (che dovrebbe riunirsi lunedì per iniziare l’esame del caso) sul fatto che, le norme presenti nel decreto Omnibus, colpiscano o meno "i principi ispiratori della complessiva disciplina preesistente". Il punto sarà sicuramente oggetto di acceso dibattito, infatti quello su cui la Corte dovrà pronunciarsi è la cancellazione dei principi ispiratori di una disciplina, non di una “possibilità politica” a tutto tondo, infatti non crediamo che la Corte possa imporre al potere legislativo di eliminare ogni sviluppo inerente una politica sul nucleare, in quanto, se così fosse, svolgerebbe delle azioni non di sua competenza.
Anche per questo motivo è auspicabile che il referendum si faccia!

Per chiudere, ricordiamo che, anche se il referendum si farà e vi sarà la vittoria dei SI, il governo non potrà legiferare in materia per 5 anni (ricordiamo i referendum contro il nucleare svoltasi dopo Chernobyl), ma non si può, allo stato della legge, ottenere per via referendaria l’abbandono perenne della possibilità di introdurre il nucleare in Italia, infatti tra 5 o più anni si potrà nuovamente legiferare sulle disposizioni oggetto del referendum

martedì 24 maggio 2011

Nucleare: votata la fiducia

Alla votazione odierna alla Camera dei Deputati erano 606 i presenti: con 313 voti a favore, 291 contrari e 2 astenuti, la Camera ha votato la fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, recante Disposizioni urgenti in favore della cultura, in materia di incroci tra settori della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazioni della Cassa depositi e prestiti, nonché per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo.

Sintomatico come, durante le dichiarazioni di voto, nessun membro del governo sia presente in aula per partecipare al dibattito. Anche da questo emerge chiaramente come il governo reputi il Parlamento non il luogo deputato4-Si-referendum a discutere per il bene del paese, ma come un ostacolo ai propri propositi.

A questo punto si attendono i riflessi che tale norma comporterà sui referendum: Di Pietro si augura che la Cassazione possa bloccare il provvedimento “che solo per finta sospende la costruzione delle centrali nucleari”.

Oltre a tutte le opinioni contrarie delle opposizioni sia sul ddl che sulla scelta di apporvi la fiducia, anche il WWF ha fatto sentire la propria voce in una nota: «Porre il voto di fiducia sul decreto legge omnibus che contiene lo 'scippo' del referendum sul ritorno del nucleare in Italia - su cui il governo non fa alcun passo indietro - è il tentativo disperato di impedire un confronto approfondito sul futuro energetico dell'Italia in Parlamento e nel Paese». Il WWF non ha mancato di stigmatizzare anche il reiterato silenzio che i media più importanti stanno praticando nei confronti delle prossime consultazioni referendarie.

Referendum: la fiducia in diretta web

Come detto in un precedente articolo e, purtroppo, come confermato dai fatti, il governo ha chiesto la fiducia sul decreto omnibus che comprende gli articoli che potrebbero mettere in serio rischio il referendum sul nucleare.

Le opposizioni avevano chiesto la diretta TV, ma per motivi organizzativi non si è potuta ottenere.

La diretta è comunque visionabile tramite la WebTV della Camera dei Deputati al seguente link: http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Assemblea

sabato 21 maggio 2011

Lettera aperta ad un esponente PdL

Gentile Cristina Fantinati,

innanzi tutto grazie di aver espresso la sua opinione sul mio blog (http://laparolaaicittadini.blogspot.com/2011/05/referendum-ancora-boicottaggi.html#comments), anche se si è trattato di un copia-incolla effettuato su tutta una serie di siti e blog (sassuoloonline; 9online solo per citarne un paio) sono dispiaciuto che lei definisca disinformati e disinformanti tutta una serie di soggetti, anche molto diversi da quelli nei cui rispettivi blog va ad esprimere la sua opinione.

“La legge che regola le competizioni elettorali è sempre quella, chi fa politica dovrebbe ormai conoscerla bene” dice lei…. e sicuramente si riferisce alla legge 212 del ‘56, visto che di quello parlo.

Orbene, la legge 212 del 1956 è stata scritta quasi 14 anni prima dell’introduzione normativa del referendum nell’ordinamento Italiano (infatti il 25 maggio 1970 veniva varata la legge che istituiva il referendum - visionabile sul sito della Camera dei Deputati seguendo questo link); le norme in questione, forse ingenuamente se le trasponiamo agli interessi politici odierni, si basano su un assunto palese: il confronto tra due fronti opposti: il SI ed il NO, e sono state scritte per tutelare questi portatori di interessi, invece Lei ed il suo partito/coalizione sono palesemente portatori dell’interesse al NON VOTO (e alla non informazione, come è ormai chiaro a tutta Italia), ed in quest’ottica riteniamo opportuno vedere il suo intervento a gamba tesa sul referendum. In nessuna norma è riportato il divieto di esporre bandiere in casa propria, infatti il riferimento normativo è palesemente rivolto agli spazi adibiti nel territorio pubblico, se la norma si riferisse alle proprietà private allora, con un altro paradosso degno di Zenone potremmo sostenere che si può stabilire un luogo privato come “apposito spazio” per le affissioni elettorali, d’altronde se una cosa è vera di conseguenza è falso anche il suo contrario, no?

opera di Javier Peñalba CerrilloSe a questo aggiungiamo che, per obbligarmi a rimuovere una bandiera dal mio balcone è necessario l’atto di una autorità giudiziaria (ricordiamo l’Art. 615 del codice penale: Violazione di domicilio commessa da un pubblico ufficiale: Il pubblico ufficiale, che, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, s’introduce o si trattiene nei luoghi indicati nell’articolo precedente, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Se l’abuso consiste nell’introdursi nei detti luoghi senza l’osservanza delle formalità prescritte dalla legge, la pena è della reclusione fino a un anno), forse è un po’ più complicato di quanto lei possa considerare invadere la privacy delle persone; non dimentichiamo che la proprietà privata è un diritto Costituzionalmente tutelato (non lo ha forse ripetuto più volte Berlusconi quando si riferiva alle “festicciole” organizzate nelle sue ville?

Se Lei ed il suo partito foste tanto zelanti nel far rispettare le indicazioni dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, la quale continua ad “invitare” la RAI ad informare adeguatamente i cittadini sul referendum così come lo siete nel far togliere bandiere da abitazioni private sbandierando leggi ad uso e consumo dei propri interessi di parte, saremmo sicuramente un paese più informato e, di conseguenza, un paese migliore (e, forse, normale).

Cordiali saluti da La parola ai Cittadini

L’opera nell’immagine è di Javier Peñalba Cerrillo – SRR

venerdì 20 maggio 2011

Come dargli fiducia?

La notizia è stata battuta dall’agenzia ANSA: sembra che il governo intenda porre la fiducia sul decreto legge che contiene le norme ideate per vanificare il referendum sul nucleare.

Camera_TabellonevotazioniLa fiducia verrebbe posta la mattina o al massimo nel primo pomeriggio di lunedì per essere votata martedì. Se così fosse siamo certi che non ci saranno defezioni nelle file della maggioranza, nelle votazioni in cui sono in ballo anche solo tangenzialmente gli interessi del premier (e questa lo è, in quanto lo scopo ultimo è far saltare il quorum al fine di non abrogare il legittimo impedimento) i “sudditi” accorrono sempre in massa.

La fiducia verrebbe posta sul testo licenziato dalle Commissioni riunite V Bilancio e VII Cultura, identico a quello approvato dal Senato a suo tempo, quindi, in caso di fiducia “accordata”, il ddl sarebbe ufficialmente trasformato in legge con le conseguenze sui quesiti referendari sul nucleare che tutti possiamo immaginare.

Consapevole dell’operazione governativa, l’opposizione si pensa che richiederà la diretta televisiva per le dichiarazioni di voto finali, in modo che tutto il Paese possa vedere in prima persona come si compie la sottrazione del diritto del popolo di manifestare la propria opinione.

Referendum: ancora boicottaggi

“Ricordi antichi sono le memorie, pane e lavoro sono le speranze
non si può dire che ci sia molto nel paese dove son nato.
Ma se l'orizzonte è tutto d'oro e la mia gente canta durante il lavoro
mi sento nel cuore un grande amore per il paese dove son nato.”

Così cantava il grande Augusto Daolio, rimpianto leader dei Nomadi, parlando del paese che gli aveva dato i natali: Novellara. Oggi, però, nel paese emiliano è successo qualcosa di strano e preoccupante: un esponente dell’opposizione , Cristina Fantinati (consigliere comunale del Pdl), ha scritto al sindaco, al prefetto e alla Polizia municipale chiedendo di eliminare le bandiere dei vari movimenti per i referendum sull'acqua e sul nucleare esposte da privati cittadini nelle proprie abitazioni private perché si tratta "di propaganda elettorale fuori dalle zone autorizzate".

Per porre in essere questa iniziativa che ha poco a che vedere con la democrazia, i berlusconiani locali hanno riesumato una legge del 1956 (per la precisione la Legge 4 aprile 1956, n. 212, che è possibile visionare seguendo questo link) la quale punisce con una multa che può arrivare fino a 1032 euro (art. 8 comma 3); alla luce di questa iniziativa la polizia locale ha dovuto dedicare parecchio tempo a passare casa per casa e far si che venissero rimosse le bandiere contro il nucleare ed a favore dell’acqua pubblica.

Questa notizia, purtroppo, si commenta da sola: da un lato abbiamo una norma che regola la propaganda elettorale che qui viene “interpretata” in maniera tale da farla riferire anche alle consultazioni referendarie (sulla cui legittimità di tale interpretazione ci sono moltissimi dubbi, infatti nel 1995 - sentenza 161 - la Corte costituzionale ha ritenuto irragionevole estendere anche alla propaganda referendaria i divieti relativi a quella elettorale nei trenta giorni antecedenti al voto), dall’altra abbiamo la polizia municipale che ha dovuto eseguire queste “direttive” a scapito di altre mansioni molto più importanti e utili per la collettività e, sopra tutto, abbiamo i partiti di governo (di cui è esponente il consigliere comunale Fantinati) che continuano a porre in essere qualsiasi azione possibile ed immaginabile per boicottare il referendum, guidati da una sola cosa: l’interesse particolare a mandare tutto a monte.

Visto che, ancora una volta, ciò che “conviene” a questo governo è totalmente sconveniente per la gran parte del popolo italiano, vogliamo esporre noi simbolicamente le bandiere che i privati cittadini sono stati costretti a rimuovere dalle loro rispettive abitazioni private.

NonucleareBandieraacqua

 

 

 

 

 

 

referendumImpedimento500-300x211

giovedì 19 maggio 2011

Dalla Sardegna a tutta Italia: Votiamo!

Ormai i dati finali sul referendum consultivo tenutosi in Sardegna sul nucleare sono chiari a tutti: il 59,34% degli aventi diritto (877.982 persone) hanno votato e la stragrande maggioranza, il 97,13% ha risposto di essere contrario “all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti”.

Il risultato non lascia spazio a distinguo: quando gli italiani sono chiamati a rispondere di questioni che li riguardano da vicino, se sono correttamente informati, non si lasciano scappare l’occasione di far sentire la propria voce.

CentralePurtroppo, però, si sono subito sollevate voci tese a sminuire il risultato del referendum sardo: il Ministro per i rapporti col Parlamento, Elio Vito, rispondendo ad una interrogazione parlamentare dell’Italia dei valori si è affrettato a puntualizzare che: ''L'esito del referendum consultivo tenutosi in Sardegna è significativo dell'atteggiamento della popolazione sarda e non della volontà dell'intera nazione''; ''Tuttavia per il Ministero dello Sviluppo Economico non risulta che ci sia stata una campagna informativa adeguata in Sardegna su rischi e prospettive derivanti dall'ospitare un impianto o un deposito nel proprio territorio, ne' sugli effetti di un ulteriore ritardo nel dotare il Paese di un deposito nazionale per i rifiuti radioattivi, derivanti sia dalla precedente stagione nucleare sia dalle attività industriali, sanitarie e di ricerca e ancora oggi stoccati in depositi temporanei''.

Siamo sinceramente stupefatti da queste dichiarazioni: è palese che i risultati sardi non siano i risultati di una intera nazione, ma emerge chiaramente come l’attenzione su una tematica delicata come il nucleare sia molto più accesa quando si tratta di rischi che si possono correre “in casa propria”: molti possono pensare di essere favorevoli alle centrali nucleari, basta che siano a centinaia di chilometri di distanza… purtroppo questo è vero fino ad un certo punto: Chernobyl e Fukushima sono la prova che i disastri peggiori (che non sono e non saranno mai completamente da escludere, con buona pace di tutti i test che si possano mai eseguire) sono capaci di attraversare oceani e continenti fino a portare i propri effetti a migliaia di chilometri dal punto d’origine. Sicuramente qualcuno si opporrà dicendo “ma tutte le centrali presenti in Francia sono già di per sé un grosso rischio per l’Italia”: questo è vero, ma perchè aumentare ulteriormente questo rischio? E soprattutto perchè non auspicare ed operare per un mondiale rifiuto dell’energia nucleare?

In ultimo al Ministro “non risulta che ci sia stata una campagna informativa adeguata in Sardegna“, non voglio entrare nel merito, ma constatando quanto è stato (ed è) osteggiato il referendum a livello nazionale e quanto silenzio è stato imposto al più a lungo possibile sulla tematica referendaria mi sembra molto curioso che un esponente di governo colpevole di reiterato boicottaggio nei confronti del referendum abbia la “fantasia” per dichiarare la mancanza di una informazione adeguata.

mercoledì 18 maggio 2011

Referendum e Capoluoghi di regione

A meno di un mese dai referendum abrogativi su acqua, nucleare e legittimo impedimento, abbiamo verificato se sono presenti nei siti dei capoluoghi di regione italiani le principali indicazioni sui quesiti referendari.
Molte amministrazioni hanno provveduto ad inserire sui propri canali web indicazioni molto precise sui referendum, altre si stanno attrezzando ed altre ancora non ne parlano minimamente.
La situazione verrà periodicamente aggiornata; per il momento ecco la lista dei Capoluoghi di Regione italiani ed i link (ove presenti) in cui si tratta dei referendum abrogativi del 12 e 13 giugno:

Torino: http://www.comune.torino.it/elezioni/
Milano: Non disponibile
Bologna: http://www.comune.bologna.it/partecipazione/servizi/101:7079/
Roma: http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=ref2011.wp (pagina in fase di aggiornamento)
Aosta: http://www.comune.aosta.it/it/citta-/novita-/12486/ (non si parla dei quesiti referendari)
L’Aquila: Non disponibile
Potenza: Non disponibile
Catanzaro: Non disponibile
Napoli: http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/14356
Trieste: http://www.retecivica.trieste.it/referendum2011/default.asp
Genova: http://www1.comune.genova.it/Referendum2011/home.asp
Ancona: http://www.comune.ancona.it/ankonline/it/target/elettore/index.html
Campobasso: Non disponibile
Bari: Non disponibile
Cagliari: http://www.comune.cagliari.it/portale/it/elezioni_link.wp (link esterno al sito della Prefettura)
Palermo: http://www.comune.palermo.it/comune/settori/segreteria_generale/servizi_demografici_elettorato/convocazione_comizi.pdf (convocazione dei comizi e testo dei referendum)
Firenze: http://www.comune.firenze.it/opencms/export/sites/retecivica/amm/informare/archivio_elettorali/ (solo indicazioni su come possono votare i residenti all’estero)
Trento: http://www.comune.trento.it/Comune/Nei-panni-del-cittadino/Argomenti/Anagrafe-elettorale-sicurezza-e-statistiche/elezioni-e-referendum (indicazioni amministrative ma nessuna indicazione sui quesiti referendari)
Perugia: Non disponibile
Venezia: http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/45030

lunedì 16 maggio 2011

Sardegna: Quorum raggiunto sul nucleare

“Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?”

Questo è il testo del referendum consultivo sul quale sono chiamati ad esprimersi i cittadini della Sardegna.

Trattandosi di un referendum consultivo non ha efficacia vincolante, in quanto tale istituto ha il compito di sondare il parere popolare in merito ad una determinata questione, ma saprà dare una indicazione rilevante in merito a cosa ne pensano i cittadini sull’eventualità di vedersi costruire una centrale nucleare a pochi chilometri da casa.

Alle ore 22.00 hanno votato il 39,83% degli aventi diritto: lo statuto regionale sardo in merito stabilisce che un referendum consultivo è valido se si sono recati alle urne almeno il 33% degli aventi diritto, quindi possiamo dire “Quorum raggiunto!”.

Il risultato è stato sicuramente favorito dalla saggia decisione di accorpare tale consultazione referendaria alle elezioni amministrative, cosa che si è chirurgicamente evitata a livello nazionale proprio per cercare in tutti i modi di ostacolare il raggiungimento del quorum in merito ai quesiti su nucleare, acqua e legittimo impedimento.

La scelta dell’accorpamento in Sardegna è, a nostro avviso, anche da imputare alla linea politica della regione in materia: il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, si è più volte espresso contro il nucleare, per questo modo ha ritenuto opportuno accorpare referendum ed elezioni, in quanto non spaventato dall’esito del voto (a differenza del governo Italiano).

I risultati della consultazione ci saranno noti dopo le 15, l’unica cosa certa è che, grazie all’accorpamento, la Regione Sardegna ha risparmiato una grossa quantità di denaro dei contribuenti.