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venerdì 20 maggio 2011

Referendum: ancora boicottaggi

“Ricordi antichi sono le memorie, pane e lavoro sono le speranze
non si può dire che ci sia molto nel paese dove son nato.
Ma se l'orizzonte è tutto d'oro e la mia gente canta durante il lavoro
mi sento nel cuore un grande amore per il paese dove son nato.”

Così cantava il grande Augusto Daolio, rimpianto leader dei Nomadi, parlando del paese che gli aveva dato i natali: Novellara. Oggi, però, nel paese emiliano è successo qualcosa di strano e preoccupante: un esponente dell’opposizione , Cristina Fantinati (consigliere comunale del Pdl), ha scritto al sindaco, al prefetto e alla Polizia municipale chiedendo di eliminare le bandiere dei vari movimenti per i referendum sull'acqua e sul nucleare esposte da privati cittadini nelle proprie abitazioni private perché si tratta "di propaganda elettorale fuori dalle zone autorizzate".

Per porre in essere questa iniziativa che ha poco a che vedere con la democrazia, i berlusconiani locali hanno riesumato una legge del 1956 (per la precisione la Legge 4 aprile 1956, n. 212, che è possibile visionare seguendo questo link) la quale punisce con una multa che può arrivare fino a 1032 euro (art. 8 comma 3); alla luce di questa iniziativa la polizia locale ha dovuto dedicare parecchio tempo a passare casa per casa e far si che venissero rimosse le bandiere contro il nucleare ed a favore dell’acqua pubblica.

Questa notizia, purtroppo, si commenta da sola: da un lato abbiamo una norma che regola la propaganda elettorale che qui viene “interpretata” in maniera tale da farla riferire anche alle consultazioni referendarie (sulla cui legittimità di tale interpretazione ci sono moltissimi dubbi, infatti nel 1995 - sentenza 161 - la Corte costituzionale ha ritenuto irragionevole estendere anche alla propaganda referendaria i divieti relativi a quella elettorale nei trenta giorni antecedenti al voto), dall’altra abbiamo la polizia municipale che ha dovuto eseguire queste “direttive” a scapito di altre mansioni molto più importanti e utili per la collettività e, sopra tutto, abbiamo i partiti di governo (di cui è esponente il consigliere comunale Fantinati) che continuano a porre in essere qualsiasi azione possibile ed immaginabile per boicottare il referendum, guidati da una sola cosa: l’interesse particolare a mandare tutto a monte.

Visto che, ancora una volta, ciò che “conviene” a questo governo è totalmente sconveniente per la gran parte del popolo italiano, vogliamo esporre noi simbolicamente le bandiere che i privati cittadini sono stati costretti a rimuovere dalle loro rispettive abitazioni private.

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mercoledì 18 maggio 2011

Referendum e Capoluoghi di regione

A meno di un mese dai referendum abrogativi su acqua, nucleare e legittimo impedimento, abbiamo verificato se sono presenti nei siti dei capoluoghi di regione italiani le principali indicazioni sui quesiti referendari.
Molte amministrazioni hanno provveduto ad inserire sui propri canali web indicazioni molto precise sui referendum, altre si stanno attrezzando ed altre ancora non ne parlano minimamente.
La situazione verrà periodicamente aggiornata; per il momento ecco la lista dei Capoluoghi di Regione italiani ed i link (ove presenti) in cui si tratta dei referendum abrogativi del 12 e 13 giugno:

Torino: http://www.comune.torino.it/elezioni/
Milano: Non disponibile
Bologna: http://www.comune.bologna.it/partecipazione/servizi/101:7079/
Roma: http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=ref2011.wp (pagina in fase di aggiornamento)
Aosta: http://www.comune.aosta.it/it/citta-/novita-/12486/ (non si parla dei quesiti referendari)
L’Aquila: Non disponibile
Potenza: Non disponibile
Catanzaro: Non disponibile
Napoli: http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/14356
Trieste: http://www.retecivica.trieste.it/referendum2011/default.asp
Genova: http://www1.comune.genova.it/Referendum2011/home.asp
Ancona: http://www.comune.ancona.it/ankonline/it/target/elettore/index.html
Campobasso: Non disponibile
Bari: Non disponibile
Cagliari: http://www.comune.cagliari.it/portale/it/elezioni_link.wp (link esterno al sito della Prefettura)
Palermo: http://www.comune.palermo.it/comune/settori/segreteria_generale/servizi_demografici_elettorato/convocazione_comizi.pdf (convocazione dei comizi e testo dei referendum)
Firenze: http://www.comune.firenze.it/opencms/export/sites/retecivica/amm/informare/archivio_elettorali/ (solo indicazioni su come possono votare i residenti all’estero)
Trento: http://www.comune.trento.it/Comune/Nei-panni-del-cittadino/Argomenti/Anagrafe-elettorale-sicurezza-e-statistiche/elezioni-e-referendum (indicazioni amministrative ma nessuna indicazione sui quesiti referendari)
Perugia: Non disponibile
Venezia: http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/45030

venerdì 6 maggio 2011

Referendum: anche l’acqua a rischio

Dopo l’approvazione del decreto legge "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, recante disposizioni urgenti in favore della cultura, in materia di incroci tra settori della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazioni della Cassa depositi e prestiti, nonché per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo" approvato ieri dalle commissioni riunite Bilancio e Cultura che, a nostro avviso, cancella le basi del referendum sul nucleare come abbiamo riportato in questo articolo, il Governo ha approvato il Decreto legge in materia di “Misure urgenti per lo sviluppo” il quale, tra le altre cose, prevede la norma sull’Autorità per l’acqua.

Il ministro dell’ambiente Prestigiacomo ha dichiarato che "L'organismo sarà autonomo, di nomina parlamentare con maggioranza qualificata dei 2/3, e raccoglierà ampliandola e perfezionandola l'eredità della Commissione "Conviri" che finora ha ben operato presso il Ministero dell'Ambiente".

Questo organismo avrà il compito di vigilare sulle risorse idriche e di effettuare opera di regolazione, anche tariffaria, delle medesime. Il ministro ha poi aggiunto che, in questo modo, "Ci saranno più garanzie per cittadini e per l'ambiente, più poteri regolatori sulle tariffe e sanzionatori per perseguire ogni possibile abuso”.

In base a quanto previsto in quest’ultimo decreto legge è possibile che ci siano delle ripercussioni sui referendum sull’acqua? Teoricamente no, visto che i due quesiti riguardano uno la privatizzazione dei soggetti gestori delle risorse idriche ed uno la possibilità che i prezzi vengano influenzati dal capitale investito. La norma, infatti, non cancella l’art. 23 bis  della Legge n. 133 del 6 agosto 2008 che prevede l’affidamento del servizio idrico a soggetti privati scelti tramite procedura di gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato e non modifica neanche la sostanza del secondo quesito referendario sull’acqua che prevede l’abrogazione del comma 1 dell’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 (articolo che prevede che il gestore del servizio idrico possa definire il prezzo del servizio anche in base a quanto egli ha investito nello stesso). Maggiori dettagli in merito saranno comunque disponibili nel momento in cui il testo del decreto approvato ieri sarà disponibile.

Rimane molto curioso l’atteggiamento del Governo che sta battendo tutte le strade, siano esse inerenti la normazione, siano esse inerenti l’informazione (basti vedere quanto abbiamo scritto sulla questione Referendum e RAI) per “boicottare” i referendum. A tal proposito ci chiediamo da cosa derivino queste ultime proposte normative… se da una effettiva convinzione sostanziale (e allora ci chiediamo come mai non si sia seguita tale linea politica già in precedenza invece di aver posto in essere normative totalmente contrarie) o se da una mera questione di opportunità legata al referendum di cui si parla di meno: quello sul legittimo impedimento.

giovedì 21 aprile 2011

I referendum sull’acqua

La tematica dell’acqua è presente in due dei quesiti referendari sui quali i cittadini italiani sono chiamati ad esprimersi.

1° Quesito: Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione.

Su cosa si vota? Il referendum propone l’abrogazione dell’art. 23 bis  della Legge n. 133 del 6 agosto 2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica. 
L’articolo oggetto del quesito prevede l’affidamento a soggetti privati scelti tramite procedura di gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto tramite procedura di gara e detenga almeno il 40% del capitale del gestione del servizio idrico. Questo provvedimento interessa anche le gestioni attualmente in essere, infatti le società a totale capitale pubblico che hanno attualmente in affidamento la gestione del servizio idrico dovranno necessariamente trasformarsi entro il dicembre 2011 in società miste con capitale privato almeno al 40% oppure cesseranno l’attività. Le società miste quotate in borsa che gestiscono il servizio idrico saranno obbligate a diminuire la propria quota di capitale pubblico al 40% entro il giugno 2013 ed al 30% entro il dicembre 2015 a pena di decadenza dal servizio.

Se si vota SI si blocca la progressiva privatizzazione del servizio idrico nazionale.

Se si vota NO si favorisce la privatizzazione del servizio idrico nazionale.

I referendum del 12 e 13 giugno

Il 12 ed il 13 giugno 2011 si svolgerà il referendum per dare ai cittadini l’opportunità di decidere su 3 tematiche molto importanti:

  • L'energia nucleare
  • L'acqua pubblica
  • Il legittimo impedimento
Le tematiche in oggetto sono molto importanti ed il risultato dell’audizione referendaria porterà dei sensibili cambiamenti per tutti, per questo motivo è importante che ogni cittadino esprima la propria opinione in merito e, soprattutto, sia informato in merito ai quesiti proposti ed alle conseguenze che ci saranno in caso di esito positivo o negativo dei referendum stessi.