“Ricordi antichi sono le memorie, pane e lavoro sono le speranze
non si può dire che ci sia molto nel paese dove son nato.
Ma se l'orizzonte è tutto d'oro e la mia gente canta durante il lavoro
mi sento nel cuore un grande amore per il paese dove son nato.”
Così cantava il grande Augusto Daolio, rimpianto leader dei Nomadi, parlando del paese che gli aveva dato i natali: Novellara. Oggi, però, nel paese emiliano è successo qualcosa di strano e preoccupante: un esponente dell’opposizione , Cristina Fantinati (consigliere comunale del Pdl), ha scritto al sindaco, al prefetto e alla Polizia municipale chiedendo di eliminare le bandiere dei vari movimenti per i referendum sull'acqua e sul nucleare esposte da privati cittadini nelle proprie abitazioni private perché si tratta "di propaganda elettorale fuori dalle zone autorizzate".
Per porre in essere questa iniziativa che ha poco a che vedere con la democrazia, i berlusconiani locali hanno riesumato una legge del 1956 (per la precisione la Legge 4 aprile 1956, n. 212, che è possibile visionare seguendo questo link) la quale punisce con una multa che può arrivare fino a 1032 euro (art. 8 comma 3); alla luce di questa iniziativa la polizia locale ha dovuto dedicare parecchio tempo a passare casa per casa e far si che venissero rimosse le bandiere contro il nucleare ed a favore dell’acqua pubblica.
Questa notizia, purtroppo, si commenta da sola: da un lato abbiamo una norma che regola la propaganda elettorale che qui viene “interpretata” in maniera tale da farla riferire anche alle consultazioni referendarie (sulla cui legittimità di tale interpretazione ci sono moltissimi dubbi, infatti nel 1995 - sentenza 161 - la Corte costituzionale ha ritenuto irragionevole estendere anche alla propaganda referendaria i divieti relativi a quella elettorale nei trenta giorni antecedenti al voto), dall’altra abbiamo la polizia municipale che ha dovuto eseguire queste “direttive” a scapito di altre mansioni molto più importanti e utili per la collettività e, sopra tutto, abbiamo i partiti di governo (di cui è esponente il consigliere comunale Fantinati) che continuano a porre in essere qualsiasi azione possibile ed immaginabile per boicottare il referendum, guidati da una sola cosa: l’interesse particolare a mandare tutto a monte.
Visto che, ancora una volta, ciò che “conviene” a questo governo è totalmente sconveniente per la gran parte del popolo italiano, vogliamo esporre noi simbolicamente le bandiere che i privati cittadini sono stati costretti a rimuovere dalle loro rispettive abitazioni private.